Leapmotor avverte: nei prossimi anni in Cina spariranno molti marchi auto

Leapmotor gamma Salone di Pechino

Il numero di costruttori automobilistici attivi in Cina è destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi anni, con una selezione che colpirà soprattutto le start-up nate sull’onda dell’esplosione dei veicoli elettrici. A tracciare questo scenario è Tianshu Xin, a capo di Leapmotor International, la joint venture creata nel novembre 2023 da Stellantis e Leapmotor per portare il marchio cinese sui mercati esteri, Europa compresa.

La corsa alle auto elettriche in Cina non durerà per tutti e Leapmotor lancia l’allarme

Leapmotor T03 Van

In un’intervista rilasciata ad AutoWeek, Xin ha ricordato che solo pochi anni fa esistevano tra le 200 e le 300 start-up intenzionate a produrre auto elettriche o modelli elettrificati in Cina. Oggi, tra queste, ne restano meno di dieci con volumi significativi e una reale rilevanza industriale. Secondo il manager, nell’arco dei prossimi quattro o cinque anni altri marchi sono destinati a uscire dal mercato, in un processo di concentrazione che considera fisiologico per un settore cresciuto a ritmo molto rapido e oggi sottoposto a pressioni sempre più intense su margini e volumi.

Xin suddivide il panorama automobilistico cinese in quattro grandi categorie. La prima comprende i costruttori controllati dallo Stato, come FAW, che continueranno a operare grazie al loro peso strategico e istituzionale. La seconda riguarda i grandi marchi privati, spesso affiancati da una qualche forma di influenza governativa, con BYD come esempio più rappresentativo. Anche questi gruppi, secondo Xin, dispongono di una base industriale sufficientemente solida per reggere la competizione, soprattutto perché molti di loro esistevano già prima della fase di elettrificazione accelerata.

Leapmotor

Il terzo gruppo è quello delle joint venture tra costruttori cinesi e stranieri, come SAIC Volkswagen. La maggior parte di queste realtà dovrebbe continuare a operare, anche se alcuni marchi meno performanti potrebbero ridimensionarsi o uscire dal mercato cinese. Xin cita come esempi Skoda e Jeep, che in Cina hanno incontrato difficoltà rispetto ad altri brand dello stesso segmento.

La quarta categoria, quella più esposta alla selezione, è rappresentata dalle start-up NEV nate direttamente nell’era dell’elettrificazione. In questo gruppo rientrano marchi come Xpeng, Nio, Li Auto e la stessa Leapmotor, aziende che nella maggior parte dei casi non provengono dal mondo automobilistico tradizionale e hanno costruito la propria identità attorno a elettrico, software e tecnologia. La crescita del mercato dei veicoli a nuova energia in Cina resta sostenuta, ma la concorrenza si è fatta molto più dura e non tutti i costruttori di questa generazione avranno le risorse necessarie per attraversare la fase di consolidamento che si prospetta nei prossimi anni.