BYD ha preso una delle battute più ricorrenti contro le auto elettriche e l’ha trasformata in un’operazione di marketing piuttosto furba. Da anni i detrattori liquidano le EV come “lavatrici”, un modo sbrigativo per dire che sono fredde, poco emozionanti e lontane dall’idea tradizionale di automobile. Invece di ignorare la provocazione, il marchio cinese ha deciso di rilanciarla, collegando una Dolphin Surf tramite tecnologia V2L a una vera lavatrice in funzione e mostrando che sì, queste “lavatrici” possono davvero farne girare una.
Le elettriche sono “lavatrici”? BYD risponde facendone funzionare una davvero

L’iniziativa è stata realizzata insieme a Haier e ha prodotto un video che in pochi giorni ha superato le 100.000 visualizzazioni. L’installazione è stata portata anche alla Milano Design Week 2026, dove il pubblico potrà vederla da vicino fino al 26 aprile. Una trovata semplice nell’esecuzione ma efficace nel meccanismo, perché svuota la critica della sua carica negativa e la trasforma in una dimostrazione di utilità.
Dietro l’ironia c’è anche un ragionamento tecnico. La tecnologia Vehicle-to-Load permette a un’auto elettrica di alimentare dispositivi esterni usando la propria batteria, e con sistemi più evoluti come il V2G il veicolo può interagire direttamente con la rete elettrica. Sono funzionalità che spostano il ruolo dell’auto elettrica oltre la semplice mobilità, trasformandola in una riserva di energia utilizzabile anche da ferma, e BYD ha sfruttato la battuta sulle lavatrici proprio per portare l’attenzione su questo aspetto.
Al di là delle opinioni sul marchio e sul suo peso crescente nel mercato europeo, questa volta BYD ha mostrato una capacità che nel settore auto non è così frequente, quella di prendere una critica ripetitiva e ribaltarla con il tono giusto, senza mettersi sulla difensiva e senza rinunciare a dire qualcosa di sostanzioso sulla propria tecnologia.
















