Stellantis ha deciso di appoggiarsi ai crediti di CO₂ generati dai veicoli elettrici Leapmotor per abbassare le emissioni medie della propria flotta in Europa, portando l’alleanza con il costruttore cinese su un terreno che fino a oggi non era stato toccato direttamente. La mossa arriva dopo l’uscita del gruppo guidato da Antonio Filosa dal pool europeo che faceva capo a Tesla per la compensazione delle emissioni e di fatto sposta la gestione dei vincoli normativi all’interno della partnership con Leapmotor eliminando la dipendenza da un concorrente diretto.
Stellantis lascia il pool con Tesla e punta ora sui crediti di Leapmotor

Il meccanismo utilizzato è quello del pooling previsto dalle regole europee, che permette ai costruttori con emissioni medie sopra i limiti di riequilibrare il proprio dato unendo la propria flotta, almeno sul piano contabile, a quella di marchi che vendono una quota più alta di veicoli a zero o basse emissioni. Chi ha ancora una presenza forte di modelli termici o ibridi può in questo modo compensare acquistando crediti da chi è più avanti nell’elettrificazione, evitando le sanzioni previste dalla normativa. È un sistema che premia soprattutto i marchi con una gamma interamente o quasi interamente elettrica, e Leapmotor rientra a pieno titolo in questa categoria.
La società cinese ha fatto sapere che trasferirà ai marchi di Stellantis i crediti ricavati dalla vendita di tutti i veicoli completamente elettrici e anche dei modelli range extender commercializzati in Unione europea e nel Regno Unito con il proprio marchio. Secondo i dati comunicati dalla stessa Leapmotor, il valore dei crediti ceduti avrebbe raggiunto 1,1 miliardi di yuan nel 2025, circa 138 milioni di euro, e nel 2026 potrebbe salire fino a 2,8 miliardi di yuan, nell’ordine dei 350 milioni di euro.

Per Stellantis il vantaggio si muove su due fronti, perché da una parte si abbassa il rischio di sanzioni in una fase in cui la transizione elettrica del gruppo avanza ancora con tempi graduali, dall’altra si taglia il legame con un pool esterno che faceva capo a un rivale diretto. Per Leapmotor l’accordo aggiunge alla crescita commerciale in Europa una seconda leva economica, dal momento che i crediti di CO₂ diventano a tutti gli effetti una fonte di ricavo che si somma ai volumi di vendita e ne aumenta il rendimento complessivo.
Quello che emerge dalla vicenda è che il rapporto tra Stellantis e Leapmotor si sta allargando in modo significativo rispetto alla sola distribuzione dei modelli cinesi in Europa, arrivando a toccare la gestione dei vincoli regolatori e gli equilibri finanziari del gruppo nel mercato europeo.














