Stellantis ammette: la Cina è avanti di dieci anni sull’auto elettrica

Stellantis Cina

La Cina è “probabilmente dieci anni avanti” nell’elettrico. A dirlo è Olivier Grégoire, responsabile Stellantis per Cina e Asia-Pacifico, al Salone dell’Auto di Pechino, dove il gruppo è tornato dopo anni di assenza. Grégoire riconosce apertamente il vantaggio accumulato dall’ecosistema produttivo cinese su batterie, motori elettrici, elettronica, software e tempi di industrializzazione, e lo fa in una fase in cui Stellantis deve ancora definire buona parte della propria strategia elettrica.

Per Stellantis la Cina è avanti di dieci anni sull’elettrico

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Lo stesso Grégoire ha aggiunto che senza collaborare con le aziende cinesi sarà molto difficile ottenere risultati nel campo dei veicoli elettrici. I costruttori locali possono contare su una filiera altamente specializzata e su una capacità di portare prodotti sul mercato che i gruppi europei e americani faticano a replicare nel breve periodo. La competizione sull’elettrico, del resto, non si gioca sul singolo modello esposto in concessionaria, ma sull’intera catena che ne consente la nascita, dalla componentistica alla velocità di sviluppo.

Da qui la decisione di rafforzare le partnership locali, a partire dalla collaborazione storica con Dongfeng Motor Corporation, attiva dal 1992 attraverso la joint venture nell’area di Wuhan. La città, spesso indicata come la “valle automobilistica” della Cina, potrebbe tornare al centro della strategia del gruppo come base di sviluppo per i prossimi modelli elettrificati, comprese eventuali evoluzioni delle concept car presentate al Salone di Pechino. L’obiettivo è realizzare veicoli pensati per la clientela cinese ma con un potenziale di esportazione verso altri mercati, sfruttando la maturità della filiera locale per accorciare i tempi e recuperare competitività.

Stellantis Dongfeng

Per Stellantis, la Cina assume così una doppia funzione, da mercato di sbocco a piattaforma industriale da cui attingere tecnologie e capacità produttive che i poli europei e nordamericani non riescono ancora a garantire con la stessa efficienza. Se questa impostazione verrà confermata nei prossimi piani industriali del gruppo, l’equilibrio tra le diverse aree geografiche nella strategia elettrica di Stellantis potrebbe cambiare in modo rilevante.