Stellantis valuta una Opel elettrica su base Leapmotor B10: il progetto fa discutere

Leapmotor B10

Stellantis starebbe valutando di utilizzare la piattaforma tecnica della Leapmotor B10 come base per una nuova elettrica a marchio Opel, secondo quanto riportato da Reuters citando fonti anonime vicine al dossier. Il progetto, se confermato, segnerebbe un salto qualitativo nella collaborazione tra il gruppo europeo e il costruttore cinese di cui detiene il 20 per cento, spostando il rapporto dal piano puramente commerciale della distribuzione congiunta in Europa a quello della condivisione industriale e progettuale.

La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor può dare vita a una nuova Opel elettrica

Stellantis Cassino

La produzione del modello sarebbe destinata allo stabilimento di Saragozza, in Spagna, sito storico di Opel da cui esce anche la Corsa, con un obiettivo che secondo le stesse fonti potrebbe arrivare fino a 50.000 unità annue a partire dal 2028. Un volume di questa portata escluderebbe l’ipotesi di un semplice esperimento e collocherebbe la vettura tra i progetti europei più rilevanti della strategia elettrica di Stellantis, con l’obiettivo di abbattere i costi di sviluppo e produzione appoggiandosi a una base tecnica già industrializzata da Leapmotor.

La derivazione dalla B10 pone tuttavia una questione di posizionamento interno alla gamma Opel. Se la nuova elettrica dovesse condividere dimensioni e impostazione con il modello cinese, la convivenza con la Opel Frontera, che si muove in una fascia dimensionale e di prezzo simile, rischierebbe di generare sovrapposizioni difficili da giustificare agli occhi della rete commerciale e del cliente finale. Come Stellantis intenda differenziare i due prodotti, ammesso che entrambi restino in gamma contemporaneamente, è uno degli aspetti ancora da chiarire.

L’altra incognita riguarda il grado di identità Opel che il modello finito riuscirà effettivamente a esprimere. Quando la priorità è il contenimento dei costi e i tempi di sviluppo sono compressi, la condivisione tecnica tende a non fermarsi alla piattaforma e a coinvolgere anche componenti di carrozzeria, architettura degli interni e interfacce di bordo.

Il rischio, per un marchio come Opel che sta cercando di ricostruire una propria riconoscibilità all’interno del portafoglio Stellantis, è che il prodotto finale venga percepito più come una Leapmotor con logo Opel che come una vettura genuinamente tedesca nel carattere e nell’esperienza d’uso, un esito che comprometterebbe la credibilità dell’operazione indipendentemente dalla competitività del prezzo.