Per una volta i numeri raccontano una BYD meno dominante di quanto il mercato si sia abituato a vedere. Il gruppo di Shenzhen ha chiuso il 2025 con un utile netto di 32,6 miliardi di yuan, circa 4,1 miliardi di euro, in calo del 19% rispetto ai 40,3 miliardi (5 miliardi di euro) dell’anno precedente, mentre i ricavi sono cresciuti di appena il 3,5% a 804 miliardi di yuan, il ritmo più debole degli ultimi sei anni. Non si tratta di numeri da allarme rosso, ma segnano un rallentamento evidente per un’azienda che il mercato si era abituato a vedere crescere a ritmi molto più sostenuti.
BYD: anche il leader cinese dell’elettrico paga la guerra dei prezzi

La pressione è arrivata soprattutto dal mercato interno, dove la guerra dei prezzi ha iniziato a erodere i margini anche del leader di settore. Secondo Reuters, BYD ha risentito della forte concorrenza domestica, del rallentamento della domanda e della compressione della redditività, con il margine lordo automotive sceso al 20,5%. La casa automobilistica cinese, particolarmente esposta al segmento dei modelli sotto i 150.000 yuan, circa 18.800 euro, ha pagato anche la fine di alcune agevolazioni fiscali e uno spostamento della domanda verso prodotti di fascia superiore, dinamica che ha penalizzato proprio la parte più volumica della gamma.
La strategia degli sconti aggressivi ha permesso di difendere le quote di mercato, ma ha inevitabilmente pesato sui conti. Il rischio, per BYD come per buona parte del comparto elettrico cinese, è che una competizione giocata quasi esclusivamente sul prezzo finisca per comprimere i margini in modo strutturale, rendendo sempre più difficile trasformare la leadership commerciale in solidità economica. Reuters osserva che il gruppo sta attraversando una fase in cui la scala produttiva da sola non basta più a proteggere la profittabilità.

Proprio per questo l’attenzione si sposta con crescente insistenza verso i mercati esteri, che BYD considera la leva principale per riequilibrare il quadro. L’azienda si è detta fiduciosa di poter raggiungere 1,5 milioni di vendite internazionali nel 2026 e, secondo Reuters, punta nel medio periodo a portare il business fuori dalla Cina a rappresentare circa metà del fatturato complessivo.
L’Europa resta uno dei fronti più rilevanti in questa strategia. Già a settembre 2025 BYD stava guadagnando terreno molto rapidamente nell’Unione Europea, con immatricolazioni triplicate rispetto all’anno precedente e il sorpasso su Tesla per il secondo mese consecutivo nel mercato UE lo dimostra. I volumi europei restano ancora una frazione ridotta rispetto ai numeri globali del gruppo, ma la traiettoria di crescita conferma la volontà fare bene anche fuori dalla Cina.
BYD resta un colosso dell’industria elettrica globale, ma il 2025 dimostra che nemmeno il leader cinese è impermeabile agli effetti della guerra dei prezzi e alle difficoltà crescenti del mercato domestico. La partita si gioca ormai sull’equilibrio tra volumi e margini, e sulla capacità di far rendere all’estero quello che il mercato interno ha smesso di garantire con la stessa generosità degli anni precedenti.
















