Chery ha messo in vendita su una piattaforma e-commerce cinese il Mornine M1, robot umanoide bipede sviluppato dalla divisione robotica del gruppo AiMoga, con consegne previste dalla fine di maggio 2026. Il prezzo si colloca nella fascia di una berlina di segmento medio ben accessoriata, con la possibilità di accedere anche a formule di leasing e pagamento rateale, un dettaglio che avvicina deliberatamente la commercializzazione del robot ai meccanismi di acquisto tipici del settore automobilistico.
Chery mette in vendita un robot umanoide e brucia Tesla sul tempo

Il Mornine M1 misura 167 cm di altezza per 70 kg di peso, dimensioni paragonabili a quelle di un adulto medio, e si muove a una velocità di circa un metro al secondo. La dotazione sensoristica riflette in modo evidente la provenienza automotive del progetto, con LiDAR 3D, telecamere grandangolari, sensori di profondità e radar a ultrasuoni, tecnologie che nel settore auto vengono impiegate per la guida assistita e autonoma.
La capacità di carico delle braccia si ferma tuttavia a 1,5 kg, un valore che orienta il robot verso funzioni di accoglienza, presentazione e supporto in ambienti come showroom e concessionarie piuttosto che verso compiti che richiedano manipolazione di oggetti pesanti. L’autonomia rappresenta il vincolo più evidente della scheda tecnica attuale, con una batteria da 0,7 kWh che garantisce circa due ore di funzionamento, sufficienti per interazioni brevi e dimostrazioni.
Il Tesla Optimus, invece, sulla carta promette specifiche superiori in termini di autonomia, velocità e capacità di carico, ma ad aprile 2026 resta un prodotto non acquistabile dal pubblico, ancora fermo in una fase di sviluppo e dimostrazione. Il Mornine M1 ha numeri meno impressionanti, però si può già ordinare con una data di consegna e un prezzo definito, e in un settore dove gli annunci tendono a precedere di anni la disponibilità effettiva, arrivare per primi sullo scaffale conta più di qualche specifica in più sulla scheda tecnica.
Chery non è peraltro l’unico costruttore cinese a muoversi in questa direzione. Anche Xpeng e GAC stanno investendo nella robotica umanoide, e il fatto che siano gruppi automobilistici a guidare questa fase iniziale di commercializzazione, sfruttando competenze sensoristiche e supply chain già rodate nel settore auto, suggerisce che in Cina la convergenza tra automotive e robotica stia passando rapidamente dalla fase dei prototipi a quella dei primi prodotti vendibili, anche se con applicazioni ancora circoscritte e volumi inevitabilmente limitati.















