Xiaomi esclude le auto low-cost sotto i 12.500 euro e guarda al premium

Xiaomi SU7 2026

Lei Jun ha escluso l’ipotesi di un’auto elettrica Xiaomi nella fascia dei 100.000 yuan, equivalenti a meno di 12.500 euro, chiudendo durante un incontro con gli investitori una delle speculazioni più ricorrenti attorno al futuro automobilistico del gruppo cinese. Il fondatore e CEO ha motivato la scelta con la volontà di preservare il posizionamento del marchio come costruttore di lusso tecnologico, un’identità costruita attorno a integrazione digitale, qualità percepita e esperienza utente che secondo Xiaomi sarebbe incompatibile con politiche di prezzo troppo aggressive.

Xiaomi non farà mai un’elettrica low-cost

Xiaomi SU7 2024

La soglia minima della gamma dovrebbe restare al di sopra dei 150.000 yuan, circa 18.600 euro, una collocazione che tiene Xiaomi a distanza dalla fascia più affollata del mercato cinese, dove operano costruttori come BYD e Wuling con volumi che si reggono su margini ridottissimi. Lei Jun ha lasciato intendere che una discesa verso quel territorio comprometterebbe la sostenibilità economica della divisione auto, che punta a raggiungere un margine lordo compreso tra il 15 e il 20 per cento entro la fine del 2027, un obiettivo che presuppone un mix di prodotto orientato verso l’alto.

I modelli attuali e quelli in sviluppo confermano questa impostazione. La Xiaomi SU7 aggiornata introduce una serie di migliorie con un incremento dei costi dei materiali stimato in 20.000 yuan, a fronte di un aumento del listino proporzionalmente più contenuto, e parte da 219.900 yuan, circa 27.300 euro. Il SUV YU7, secondo modello della gamma, si muove su coordinate analoghe, mentre tra i progetti futuri il più citato è il YU9, un SUV di grandi dimensioni con architettura ad autonomia estesa che sposterebbe ulteriormente il baricentro dell’offerta Xiaomi verso segmenti premium. Chi sperava in una sorta di Redmi a quattro ruote, con Xiaomi che replicava nel settore auto la strategia del sotto-marchio economico usato negli smartphone, dovrà attendere. La divisione automobilistica non prevede nulla di simile, almeno per ora.

Xiaomi YU7

Sul piano industriale, il gruppo sta concentrando le risorse sull’ampliamento della gigafactory di Pechino per rispondere alla domanda generata dai modelli già in commercio, mentre il 2027 dovrebbe segnare l’inizio dell’espansione verso l’Europa. Per il mercato europeo le indicazioni di prezzo emerse finora suggeriscono un ingresso attorno ai 35.000-40.000 euro, una fascia che collocherebbe Xiaomi in competizione diretta con Tesla, BMW e Mercedes-Benz piuttosto che con i marchi generalisti o low-cost.

La strategia di Lei Jun scommette sulla capacità del brand di trasferire nel settore auto la stessa percezione di innovazione accessibile ma aspirazionale che ha funzionato nell’elettronica di consumo, senza cedere alla tentazione dei grandi volumi a basso margine.