Le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che a Bologna durante un evento dedicato alla Motor Valley non ha escluso l’ipotesi di investitori stranieri negli stabilimenti italiani, riportano lo stabilimento Stellantis di Cassino al centro del dibattito sul futuro della produzione automobilistica nel Paese. Il riferimento implicito ai colloqui in corso tra Stellantis e Dongfeng, già emersi nei giorni scorsi attraverso le ricostruzioni di Bloomberg, rende la posizione del ministro particolarmente rilevante per il sito laziale, che da tempo affronta un ridimensionamento progressivo dei volumi accompagnato da un ricorso sistematico agli ammortizzatori sociali.
Urso apre all’ipotesi di Dongfeng per Cassino e il futuro di Stellantis in Italia torna in discussione

Il calo produttivo si è consolidato nel corso degli ultimi anni, erodendo i redditi dei lavoratori e la tenuta economica dell’indotto del basso Lazio, un tessuto di fornitori, servizi e attività commerciali la cui sopravvivenza è legata in modo diretto alla continuità operativa della fabbrica. In questo contesto, la prospettiva di una collaborazione industriale con un costruttore cinese ha smesso di apparire come uno scenario remoto e viene ormai valutata come una delle poche strade percorribili per restituire al sito una funzione produttiva stabile.
Dal lato sindacale le posizioni si articolano tra chi si dice disponibile a prendere in considerazione un’intesa con Dongfeng, a condizione che porti con sé l’assegnazione di nuovi modelli e volumi reali per le linee di Cassino, e chi chiede invece che Stellantis e governo facciano chiarezza prima del 21 maggio, quando il CEO Antonio Filosa dovrebbe presentare il nuovo piano industriale del gruppo.

Sul piano tecnico, stando a quanto circolato finora, l’impianto disporrebbe delle condizioni strutturali necessarie ad accogliere nuove produzioni senza interventi di riconversione particolarmente gravosi, un elemento che renderebbe Cassino un candidato plausibile nel caso in cui le trattative tra Stellantis e Dongfeng dovessero tradursi in un accordo operativo con ricadute sulla capacità produttiva europea. Resta da capire se il costruttore cinese rappresenti davvero la soluzione più adatta per il sito o se il gruppo stia ancora esplorando ipotesi alternative, una distinzione che il piano del 21 maggio potrebbe contribuire a chiarire.













