La Yangwang U9 Xtreme rappresenta la punta di diamante di BYD, una hypercar elettrica limitata a 30 esemplari e proposta a oltre 20 milioni di yuan, equivalenti a circa 2,5 milioni di euro, cifra che la colloca nel territorio di marchi come Bugatti e Koenigsegg. Rispetto alla Yangwang U9 standard, in vendita in Cina a partire da 1,8 milioni di yuan, circa 225.000 euro, la versione Xtreme costa oltre dieci volte di più.
BYD, al Salone di Pechino acquistati i primi esemplari di Yangwang U9 Xtreme, l’auto più veloce del mondo

Secondo quanto dichiarato sui social da Li Yunfei, responsabile branding e PR di BYD Group, al Salone di Pechino 2026 sarebbero già stati confermati diversi ordini. Tra i clienti figurerebbe anche Nick Politis, imprenditore australiano con un patrimonio stimato superiore a 4,5 miliardi di dollari australiani, circa 2,6 miliardi di euro, il cui esemplare dovrebbe essere l’unico destinato all’Australia con consegna prevista all’inizio del prossimo anno.
La scheda tecnica giustifica in larga parte il posizionamento di prezzo. La U9 Xtreme adotta quattro motori elettrici per una potenza complessiva di 2.978 CV, un valore che la rende una delle auto di serie più potenti mai prodotte, ed è la prima vettura di produzione a utilizzare una piattaforma a 1.200 volt, soluzione pensata per massimizzare prestazioni, efficienza e gestione dell’energia. Grazie a questo assetto, la hypercar ha raggiunto una velocità massima di 496,22 km/h, superando il riferimento della Bugatti Chiron Super Sport 300+ e il record ufficiale di velocità media su due passaggi della SSC Tuatara, fissato a 455,3 km/h. Resta da capire se gli esemplari destinati ai clienti potranno replicare questi valori o se verranno limitati elettronicamente.

Sul Nürburgring Nordschleife, la U9 Xtreme ha fermato il cronometro a 6:57.147, risultando più rapida di Rimac Nevera e Xiaomi SU7 Ultra, pur restando alle spalle di sportive termiche più leggere come la Porsche 911 GT3 RS e la Ford Mustang GTD Competition, quest’ultima quasi 20 secondi più veloce. Un dato che conferma come la potenza bruta da sola non sia sufficiente a dominare un tracciato tecnico come quello dell’Eifel, ma che al tempo stesso sottolinea le ambizioni di BYD nel competere ai vertici dell’auto ad alte prestazioni.
















