Chery ha aperto il proprio quartier generale britannico a Chiswick, nella parte ovest di Londra, a pochi chilometri dal territorio storico di Range Rover. Una scelta che racconta bene il livello di ambizione del gruppo cinese, arrivato nel Regno Unito meno di due anni fa e già capace di ritagliarsi uno spazio significativo in uno dei mercati europei più difficili e maturi.
Jaecoo 7 cresce nel Regno Unito e Chery sfida apertamente Range Rover

La crescita è stata costruita soprattutto attorno al Jaecoo 7, SUV che a marzo si è imposto come auto più venduta del Paese con oltre 10.000 unità immatricolate. La formula funziona perché mette insieme un design vicino ai modelli premium europei, una dotazione tecnologica ricca e prezzi sensibilmente più bassi rispetto alla concorrenza diretta. Il confronto con Range Rover è inevitabile anche sul piano commerciale, considerando che il Jaecoo 7 parte da circa 29.000 sterline (circa 33.400 euro) contro le oltre 55.000 (63.400 euro) richieste per un Range Rover Velar.
A guidare l’espansione c’è Gary Lan, manager con una lunga esperienza maturata nel rapporto tra marchi occidentali e mercato cinese, che oggi lavora nella direzione opposta cercando di convincere gli automobilisti britannici che un’auto cinese possa offrire qualità e immagine paragonabili a quelle dei concorrenti più affermati. Il gruppo sta crescendo rapidamente anche sul piano organizzativo, con un organico passato in poco più di un anno da meno di 40 a circa 150 dipendenti.

Per adattarsi al mercato locale Chery ha anche modificato alcuni aspetti dei propri modelli, intervenendo sulla taratura dei sistemi di assistenza alla guida, giudicati inizialmente troppo invasivi, e su dettagli legati alle abitudini di guida britanniche come la gestione delle rotatorie e delle manovre in spazi ridotti.
Il successo di Chery si inserisce in un fenomeno che coinvolge l’intero settore automobilistico cinese nel Regno Unito. Nel 2025 i marchi cinesi hanno raggiunto circa il 10 per cento del mercato britannico e le stime indicano una quota in ulteriore crescita nei prossimi anni. Per il gruppo il Regno Unito rappresenta anche un banco di prova europeo, perché consolidarsi qui significherebbe disporre di una base credibile per rafforzare l’espansione nel resto del continente.











